Sono le 9 di sera, iniziamo a lavorare a un progetto, siamo cosi concentrati che quando alziamo gli occhi per una pausa sono le 4 di notte. Non abbiamo mangiato, non ci siamo accorti di nulla. Eravamo immersi in una bolla, per noi, in quel momento, esisteva soltanto quel compito.
In questo nuovo episodio di Fatti di Mente, lo psicologo clinico Guglielmo Pezzillo spiega che cos’è l’iperfocus, perché viene spesso associato all’ADHD e all’autismo e quale differenza esiste tra una concentrazione profonda e un’attenzione che perde la propria flessibilità.
L’iperfocus non è un criterio diagnostico e può essere sperimentato anche da persone senza alcuna condizione neurodivergente. Può favorire creatività, apprendimento e produttività, ma può anche portarci a trascurare il sonno, le relazioni, le responsabilità o attività più urgenti. A fare la differenza non è soltanto l’intensità della concentrazione, ma la possibilità di scegliere dove indirizzarla e quando interromperla.
Per approfondire che cosa accade quando caratteristiche autistiche e ADHD convivono nella stessa persona, puoi ascoltare anche l’episodio 825, “AuDHD: quando autismo e ADHD convivono”.
Quanto controllo riesci ad avere sulla direzione della tua attenzione?
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Il Bias di Omissione spiegato in 5 minuti
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