La sofferenza può diventare così familiare da trasformarsi nel luogo in cui continuiamo a vivere. Non perché stare male ci piaccia, ma perché, con il tempo, impariamo le regole del nostro dolore e costruiamo attorno a esso abitudini, relazioni e un’immagine di noi stessi.
In questo nuovo episodio di Fatti di Mente, lo psicologo clinico Guglielmo Pezzillo parte da Il coccodrillo di Fëdor Dostoevskij. Nel racconto, Ivan Matveevič viene inghiottito da un coccodrillo ma, dopo aver scoperto che quella condizione lo rende finalmente importante, smette gradualmente di desiderare la libertà.
Da questo paradosso nasce una riflessione sulla sofferenza che, oltre a imprigionarci, può offrirci un ordine conosciuto, proteggerci dall’incertezza e diventare parte della nostra identità. Perché possiamo desiderare sinceramente di stare meglio e, nello stesso tempo, restare dentro ciò che ci fa soffrire?
Libro citato: Il coccodrillo di Fëdor Dostoevskij.
#psicologia #sofferenza #dolore #salutementale #Dostoevskij #identità #cambiamento #ansia #depressione #psicoterapia #FattidiMente #GuglielmoPezzillo

Il pensiero "tutto o niente" spiegato in 5 minuti
06:08

847| Il Desiderio di Cambiare Vita e Ricominciare da Zero
23:28

Il Rage Bait spiegato in 5 minuti
05:26