24 gennaio 1944. Regina Coeli, Roma. Sandro Pertini è in cella, condannato a morte dai fascisti. All'alba lo aspetta il plotone d'esecuzione. Ma quella notte, qualcuno bussa alla sua cella con un foglio falso che gli salverà la vita.
Quattordici anni di carcere e di confino. Una traversata in mare con Filippo Turati. Il rifiuto della grazia firmata da sua madre, perché "non si chiede pietà a quei criminali". L'urlo "Arrendersi o perire" da Radio Milano Libera il 25 aprile 1945. L'esultanza al gol di Tardelli. Le lacrime sul ciglio del pozzo di Vermicino. Il "fate presto" gridato in Irpinia.
Ottanta anni dopo la nascita della Repubblica, Sandro Pertini è ancora il volto morale dell'Italia che siamo stati. Stanotte ti racconto la sua vita intera, capitolo dopo capitolo, perché tu possa addormentarti un po' più sereno sapendo che, in questo paese, è esistito un uomo come lui. 🕯️🌿
Buon sonno.

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